Nelly Oliva: “Ti spiego come fare per diventare toelettatore”

Il settore della toelettatura per cani e gatti è in espansione e sempre più competitivo. Abbiamo chiesto a Nelly Oliva, una delle più importanti toelettatrici italiane, di dare qualche consiglio a chi ha deciso di intraprendere questa professione e vuole aprire una toelettatura.

Nelly Oliva, nome di spicco della toelettatura italiana ed internazionale, ci accoglie nel suo regno, Toelettatura Moderna, 200 mq di centro estetico per cani e gatti nel cuore di Roma Nord. L’occasione è una piacevole chiacchierata, per ripercorrere la sua carriera e dare qualche consiglio a chi desidera aprire un proprio negozio di toelettatura.

Cominciamo dagli inizi, da quando è nata questa sua passione per la toelettatura

La mia famiglia ha sempre avuto a che fare con gli animali, anche se per motivi diversi. Mio padre, negli anni ’50 e ’60, è stato un pioniere della farmaceutica veterinaria in Italia, con un’azienda che è stata tra le prime del settore pet. Mia madre, invece, era un’allevatrice di gatti persiani. A 16 anni, siccome non avevo molta voglia di studiare, papà mi mandò a lavorare presso mia zia, che aveva proprio un negozio di tolettatura, ed è li che è scoccata la scintilla.

Una scintilla che ti ha portata lontana dall’Italia…

Si, per la precisione a Parigi. Negli anni ’80, infatti, la toelettatura in Italia non era ancora un’attività valorizzata e diffusa. I toelettatori erano pochi e il settore piuttosto arretrato. La Francia, invece, era all’avanguardia e Parigi era il centro di riferimento per tutti gli appassionati e professionisti. Li ho avuto la possibilità di formarmi e confrontarmi con i migliori maestri internazionali. Poi ho iniziato a partecipare alle prime gare, sono arrivati i primi successi e la mia carriera è partita.

A quel punto è tornata in Italia…

Nel 1991, mio padre mi ha aperto un negozio per animali con annesso laboratorio veterinario e toelettatura. La mia passione, però, era solo toelettare, tutto il resto non mi interessava. Nel 1994 ricevetti da Bruxelles la proposta di guidare un grande centro estetico per cani e gatti ma non accettai perché non avevo voglia di lasciare l’Italia. Oggi non ho rimpianti, perché quel sogno l’ho realizzato a Roma, con Toelettatura Moderna, che è centro estetico ma anche scuola di formazione.

Qual è il primo passo che deve fare chi vuole diventare toelettatore?

Sicuramente un ottimo corso di formazione, davvero professionale. Il mondo della toelettatura in Italia si è molto evoluto negli ultimi anni ma purtroppo soffre ancora la mancanza di una seria regolamentazione. La professione esiste ed è riconosciuta ma ad oggi le ASL, per autorizzare l’apertura di una nuova attività, non richiedono nessun attestato professionalizzante ma solo il rispetto di parametri tecnici per il negozio. Questo significa che molti possono dirsi toelettatori senza avere in realtà nessuna competenza. E una cosa analoga succede con gli insegnanti. Con CSEN e Confartigianato ci stiamo battendo proprio in questa direzione.

Con quali risultati?

Ad oggi il Centro Sportivo Educativo Nazionale ha creato un albo dei tecnici di toelettatura sportiva, unica attestazione riconosciuta del settore a livello italiano, di cui sono responsabile. Per ottenerlo è necessario frequentare un corso idoneo oppure dimostrare, attraverso un esame teorico-pratico, di avere competenze e conoscenze adeguate.

Come si riconosce un valido corso di formazione?

Per prima cosa la durata. Non si diventa toelettatori in quindici giorni e soprattutto non si diventa toelettatori seguendo delle lezioni online. Il corso deve durare almeno quattro mesi, essere in formula full time, come una vera e propria scuola, e prevedere molte esercitazioni pratiche. Poi deve sempre prevedere un tirocinio finale, perché è solo entrando in negozio che si perfeziona la propria formazione e si diventa veri professionisti.

Quali consigli si sente di dare a chi vuole diventare toelettatore?

E’ un lavoro bellissimo, che dà tante soddisfazioni ma anche faticoso, più di quanto si possa immaginare guardandolo da fuori. Nella mia scuola, a chi chiede di iscriversi, faccio sempre fare quattro giorni di prova gratuita, perché servono a rendersi conto se davvero si vuole diventare toelettatori. Bisogna fare i conti con sedute che possono durare anche tre ore, con cani che arrivano anche molto sporchi, e via dicendo. Poi c’è bisogno di studiare tanto, conoscere bene la morfologia degli animali, per non sbagliare e fare danni. Infine, bisogna saper curare sia il rapporto con il cane che quello con il padrone, che tende a essere diffidente e quindi va rassicurato con pazienza.