Gestire (con successo) una toeletta per cani: l’esperienza di Claudia Gamberini

Pubblicato il 18 August 2017

Passione e professionalità: Claudia Gamberini racconta il mestiere di toelettatrice

Claudia Gamberini è la vulcanica titolare di una toelettatura per cani (Spoiledog) al centro di Roma, nel quartiere Prati. Un’attività che ha rilevato quando era in pessime condizioni e che ha trasformato il un gioiello apprezzato dalla clientela. Il segreto? Professionalità e passione.

“Quando ho deciso di rilevarla, questa toeletta navigava in pessime acque. Chi me l’ha ceduta l’aveva a sua volta acquisita da una gestione che si era fatta una brutta nomina nel quartiere. Ma non fatemi parlare del passato e degli altri, voglio parlare di me e di come è oggi Spoiledog.”

Simpatia e schiettezza non mancano a Claudia Gamberini, che raggiungiamo al telefono mentre è impegnata a fare il bagnetto ad una cagnolina, sua cliente fedele. Qualche minuto di attesa, per non rischiare di far raffreddare la piccola amica pelosa, e poi possiamo scambiare quattro chiacchiere, per conoscere meglio lei e la sua attività.

Perché hai scelto di aprire un negozio di toelettatura per cani?

Principalmente per passione, per amore verso i cani. Da ragazza, a Bologna, ho lavorato per un periodo all’interno di una toeletta, poi la mia vita professionale ha preso tutta un’altra strada. Alla fine però, sono tornata a quel “primo amore” e ho deciso di mettermi in proprio. Per farlo ho cominciato dalla mia formazione personale, scegliendo di frequentare un corso di toeletta sportiva (riconosciuto dallo CSEN) presso la scuola di Nelly Oliva. Il mondo dei toelettatori è pieno di persone poco professionali, non volevo essere come loro.

Ecco il nodo di cui molti si lamentano, la regolamentazione della professione…

E’ vero, è un grosso problema. In Italia, domani mattina, chiunque può svegliarsi e decidere di aprire un’attività di toelettatura. Anche se non ha mai visto un cane. Gli unici obblighi che esistono riguardano la struttura dove si lavora, che deve avere determinate caratteristiche per ottenere le autorizzazioni dalla ASL. Ma niente è obbligatorio dal punto di vista della certificazione delle competenze. 

Invece di competenze ne servono molte…

Assolutamente si. Come recita il nostro codice di attività, noi ci occupiamo di salute e benessere degli animali. Toelettare un cane non vuol dire semplicemente lavarlo. Bisogna conoscere la morfologia del corpo dell’animale, le tecniche, i prodotti giusti. Inoltre dobbiamo tenerci sempre aggiornati, migliorare in continuazione. Spesso noi toelettattori siamo le sentinelle dei veterinari, perché, facendo bene il nostro lavoro, possiamo notare cose che neanche il padrone vede e magari consigliare una visita specialistica. Per questo sarebbe importante essere riconosciuti e regolamentati.

Torniamo alla tua attività. Tu la definisci una toeletta per cani viziati. Sembra quasi una dichiarazione di intenti. E’ così?

Si perché i cani li tratto benissimo, come fossero i miei. Quelli che sono miei clienti abituali, quando passano qui davanti, vengono a salutarmi anche se non devono essere toelettati. E’ questo approccio che mi ha permesso di rilanciare l’attività. Costruire un rapporto di fiducia con l’animale e con il proprietario è fondamentale. Le persone lo capiscono anche a colpo d’occhio se in ciò che fai ci metti passione e professionalità.